sabato 22 ottobre 2016

Rassegna online | 21 ottobre 2016: Programmazione predittiva, guerra civile, bugiardini, usa-ue...



Avenged sevenfold, "The stage": la storia come grottesco palcoscenico di una sanguinaria tragicommedia

di Zret

Nell’articolo “Un esempio di programmazione predittiva?” ipotizzammo che la canzone di Ligabue “G come giungla” potesse adombrare lo scoppio di un Terzo conflitto mondiale. Invero, il prodotto potrebbe essere solo un’esecrazione della guerra, tuttavia ci è stato segnalato un motivo che è, invece, molto esplicito, eloquente: ci riferiamo a “The stage” del gruppo rock Avenged sevenfold. Il video è, infatti, una sarcastica, impietosa panoramica della storia umana dal Paleolitico sino ai nostri giorni ed oltre… [...]

FRANCIA. E’ GUERRA CIVILE, MA LA STAMPA CENSURA: POLIZIOTTI IN RIVOLTA, IMMIGRATI SCATENATI, HOLLANDE BARRICATO ALL’ELISEO

di Maurizio Blondet (e Carmen del Pilar?)

da  un post di Facebook
Poliziotti in rivolta, immigrati scatenati, professori e medici nel mirino dei fanatici. Paese nel caos e Hollande chiuso a palazzo come Ceaușescu
Voi non lo sapete perché la stampa renziana censura tutto, ma la Francia è sull’orlo del caos. Tra martedì 18 e mercoledì 19 ottobre, per la seconda notte consecutiva centinaia di poliziotti, esasperati dagli ordini suicidi e genocidi della sinistra di governo, sono scesi in strada in varie città [...]


Ma perché Obama improvvisamente "ama" Renzi? Ricordatevi che fino a qualche tempo fa il premier italiano non godeva di grande considerazione a Washington. La ragione a mio giudizio è da ricercare nelle alchimie del potere in Europa, considerando due fattori, uno di fondo e uno di merito. [...]

Vediamo quello legato al contesto. L'establishment internazionale si è spaccato dopo il Brexit e non c'è concordanza sulla strategia da seguire [...]
 

Post e ripost sui rivetti saltati su EasyJet

mercoledì 12 ottobre 2016

[VIDEO] BrainWashingSchedule | (Anche) Mio fratello è figlio unico


Avevo intenzione di scrivere un pezzo sulle ultime parole (gliele auguro letteralmente) del Generale Mark Milley ma poi ho cambiato idea (e credo di aver fatto bene, non è bello pensare ogni giorno di poter morire presto per una testata nucleare).
Capita che, con amarezza, ritrovo l'interesse e il piacere di riascoltare la musica di Rino Gaetano, uno degli artisti musicali che ha cercato di approssimare la propria carriera, come la propria vita, ad un'ideale di libertà da ogni sistema di schiavitù moderna (o "nuova schiavitù" usando le parole di Kevin Bales). Come ci ricorda la storia delle stelle della pop music, la bellezza come l'umile verità di un artista quasi sempre esplodono nel buio fatto di quella sofferenza e disumanità che riguardano gran parte degli esseri umani da secoli. Imparando dagli antichi greci, un buon artista è colui che "vede oltre", quindi è allo stesso tempo un profeta e forse non c'è qualità più azzeccata da attribuire al cantautore crotonese.

Oltre ai richiami alla società segreta della Rosa Rossa e all'impressionante ed illuminante racconto de "La ballata di Renzo" (dei quali un ottima descrizione viene offerta da Paolo Franceschetti), si notano delle umili riflessioni che si riflettono ancora oggi in un paese dal carattere bigotto e piegato alla censura dell'establishment politico-mediatico che cerca di chiudere in maniera sempre più ridicola e aspra ogni corrente di pensiero alternativa. Per questo ho colto l'occasione di dedicare un mio contributo, anche se poco sofferto, alla battaglia dell'uomo comune che ritrova, martoriato nel sapere critico e filosofico, nella canzone folk all'italiana un mite grido di ribellione: con (Anche) Mio fratello è figlio unico, inoltre, includo nel mio blog un progetto di musica contro il sistema, attraverso la musica del sistema, Brain Washing Schedule (trad. 'Palinsesto del Lavaggio del Cervello'). Cerco di tirar fuori dalla melodia di successi di programmazione mentale (ovvero dei singoli più venduti) quello che gli artisti avrebbero voluto dire, quella verità che solo interiormente potevano sentire, oppure di rimediare un discorso di critica e denuncia cominciato decenni fa quando Internet non esisteva ancora. Una sorta di antipropaganda o controcultura deviata, mantenendo un minimo di parodia melodico-ritmica.

Ho quindi deciso di cancellare il blog di Tumblr e postare tutto quello che ho prodotto qui; le prossime parodie verranno riunite in una nuova pagina dedicata.

Per scaricare il salvataggio di emergenza del blog all'ultimo aggiornamento, cliccate qui.

Per scaricare la pagina introduttiva "About", cliccate invece qui (più avanti la tradurrò in italiano).