sabato 13 febbraio 2016

Dal Black Power a BlackLivesMatter - Disprezzando la storia

Il 2 febbraio Steve Phillips, avvocato per i diritti civili e leader politico, ha pubblicato il suo libro "Brown Is The New White" (L'uomo di colore è il nuovo uomo bianco), un titolo quantomeno provocante che fa sensazione tra l'attivismo e la politica progressisti, che dovrebbe far pensare alla sconcertante e violenta inversione di tendenza nei rapporti tra bianchi e neri a cui assistiamo negli ultimi anni.
L'autore esordisce nella sua descrizione denunciando il fatto che "vari progressisti e democratici continuano a sprecare milioni di dollari inseguendo elettori filo-bianchi (white swing voters)"; oltre a mostrare un certo bigottismo facendo passare le persone bianche come avide ed immorali, sembra presentare una forte ipocrisia quando "svela come persone di colore e bianchi progressisti si sono aggiunti a una nuova maggioranza politica (?) - mentre mostra quanto i democratici si sono spinti in là nell'investire nelle comunità di colore".
Per ora non ho avuto l'occasione di leggere il libro, ma considerato quanto appena affrontato ho paura di aspettarmi un testo parecchio ambiguo; alcune personalità vicine a Steve sostengono lodevolmente il suo lavoro attraverso i commenti rilasciati sul sito ufficiale, però mi domando se questi si rendono conto del tacito assenso con il quale il Presidente Obama sta consentendo l'impunità di poliziotti assassini e la criminalità "partigiana" di neri altrettanto assassini, nonostante il suo ripudio verso l'industria delle armi...


universalfreepress.com/


Non è possibile che passi quasi inosservata la dichiarazione di un certo King Noble, in diretta streaming su BlogTalkRadio, che invita affiliati di BlackLivesMatter e il popolo di colore alla "stagione di caccia dei bianchi e degli ufficiali di polizia e forse di poliziotti. La caccia è aperta. Oggi viviamo in un tempo in cui l'uomo bianco verrà buttato fuori". Lo stesso commenta l'esecuzione del vice sceriffo texano Darren Goforth come qualcosa di "divertente"! Avete capito bene, uccidere una persona con la presunzione di razzismo, nel 2015, nonostante tutto quello che possiamo fare per avvicinarci alle persone, per abbandonare le ideologie e per trovare un'alternativa all'establishment attraverso Internet e la comunicazione di massa, viene lodato e valutato come "divertente"...
InfoWars ha dato pieno risalto a questo annuncio (se così possiamo chiamarlo) nell'articolo del 2 settembre firmato da Steve Watson il quale ha ricordato che il giorno prima "altri due poliziotti sono stati uccisi [...] uno in Texas e un'altro in Illinois".




C'è però da sottolineare la risposta di Earl Hall e del suo Show omonimo e la cosa qui si fa quasi paradossale poiché...è una persona di colore che parla.
Così apre la puntata del 3 settembre: "Non riesco ad esprimere la rabbia che provo dovuta a questo idiota che si fa chiamare King Noble vattelapesca. Questo Tipo chiede l'assassinio di bianchi e poliziotti. Quello che mi chiedo è...QUESTO QUI È ANCORA A PIEDE LIBERO?" Ci tengo a condividere l'intera descrizione, compresa la sua forte preoccupazione.


http://wikipedia.org


Ora, la puntata di "Il tempo e la storia" trasmessa sul canale DTV Rai Storia tra il 5 e il 6 febbraio ha messo in relazione il nazionalismo islamico di Malcolm X e la lotta non violenta di Martin Luther King, facendo scattare in me una riflessione: è interessante vedere come da allora la (ri)affermazione dei diritti civili negli States sia degenerata nella strumentalizzazione di questi per giustificare una nuova situazione di conflitto sociale, ovvero quello che chiamo "razzismo al contrario" identificabile nel neonato movimento BlackLivesMatter, ed è proprio in questo movimento che King Noble si identifica, vedendo una nuova guerra tra razze come qualcosa di "inevitabile, da cui non si può scappare", in cui parte dell'umanità deve soccombere perché di un'altro colore della pelle.

Il "potere nero" comunemente conosciuto diventa così "razzismo nero"; nonostante i maestosi sforzi compiuti dall'attivismo pacifista nel ventesimo secolo, si ragiona ancora con la logica del "combattere il fuoco con il fuoco" che stando ai limiti dell'etica può essere ritenuto accettabile affinché però non scappi il morto.

Questo movimento pseudo-civile lamenta una situazione di genocidio nonostante si basi su casi reiterati ma isolati di criminalità rivolti a persone nere, nonché ragazzi o bambini come Michael Brown e Tamir Rice, per poi soffermarsi (ancora) sulla discriminazione razziale piuttosto che sulla gravissima negligenza dell'apparato giudiziario statunitense che acconsente a tenere ancora in libertà i mandanti e i veri colpevoli dei delitti aventi nome e cognome e non necessariamente la pelle "pallida".
"#BlackLivesMatter lavora per un mondo in cui le vite dei neri non siano più fatte scomparire sistematicamente ed intenzionalmente. Affermiamo i nostri contributi per questa società, la nostra umanità, e la nostra resilienza di fronte a una oppressione mortale" dice il manifesto del movimento.

"Abbiamo messo fatica, equità e amore per i neri nel creare un progetto politico – portando l'hashtag da fuori dai social media nella strada. La chiamata per il riconoscimento delle vite dei neri è rivolta a TUTTE le vite di colore a radunarsi e a battersi per l' emancipazione."
Si tratta di un "progetto politico", non un semplice movimento per i diritti civili. Immaginate a cosa può portare, ora che c'è un Presidente nero alla Casa Bianca. Sempre ricordando che i governi non mentono mai...




E quando i governi mentivano di meno, un certo Robert F. Kennedy ha voluto trasmettere al suo paese la sua umile e onesta visione di un mondo migliore all'insegna della fratellanza tra tutti gli esseri umani, cominciando proprio dagli afroamericani a cui si è rivolto nel famoso discorso tenuto a Indianapolis il giorno della scomparsa del pastore protestante MLK.

Ma, come alcuni dicono, questa è storia; ora cerchiamo di imparare da essa e di portarla avanti in modo che quelle parole non siano state vane, in modo che possiamo tornare a vedere "l'altro" oltre il colore della pelle e apprezzarlo per la sua specialità, la sua unicità, per poi riscoprire che l'amore fraterno può rispondere al "fuoco" colpo su colpo quando, citando una frase storica – appunto, "siamo un tutt'uno"
E quando i governi, di qualsiasi sorta, i quali in buona parte alimentano e controllano la società che BLM dice di sostenere, lo capiranno...sarà troppo tardi.

Per approfondimenti: